Come ti reinvento un classico della tavola italiana. La pizza, si sa, è uno dei piatti più amati della cucina del Belpaese e negli ultimi anni non pochi chef si sono cimentati a realizzarne di gourmet. Pizzaioli esperti si sfidano da Nord a Sud, isola comprese, a colpi di lievito, pomodoro e ingredienti proponendo ricette di impasti sempre più leggeri e gustosi.
Nel mare magnum di proposte a Firenze due anni fa è nata dall’idea di Simone Arnetoli e Laura Tosetti (fondatori di Galateo e creatori di altri format di successo come ToscaNino e Regina Bistecca) Tiratissima, un originale format che propone una pizza speciale dal formato lungo (quanto è il numero degli ospiti) che con oltre 24 ore di lievitazione naturale, idratazione al 75%, spianatura a mano, ingredienti del territorio e cottura su pietra viene servita abbinata a cocktail signature. Adesso la pizza extra large ha fatto bis ed è arrivata anche a Prato (e presto potrebbe essere esportata anche nel resto d'Italia) in uno scenografico spazio di oltre 600 metri quadrati a due passi dal Museo Pecci.
Ad ospitare il locale è un edificio di design – realizzato dalla Nigro Costruzioni, su progetto dello studio Alfonso Femia di Milano - che gioca sulla naturale “teatralità” dei suoi spazi a vista e sulla sorprendente veranda vetrata, lunga oltre 50 metri.
A firmare gli interni c’è la creatività di Laura Tosetti che ha abbinato pezzi di ricerca vintage a pezzi realizzati da alcuni dei migliori e più eclettici artigiani toscani, come un bancone bar che spicca, anche lui per le dimensioni: ben 9 metri, di ispirazione coloniale, e fa bella mostra di sé all’ingresso del locale. Quanto alla pizza vera protagonista del locale è ovviamente lunga e viene servita su una spettacolare plancia in legno che poggia su una elegante alzata in ottone.
Per le tavolate da 10 persone, quando la pizza arriva ai suoi 3 metri record il suo ingresso in tavola viene annunciato da un divertente rituale: un rintocco di gong e un gingle della grande Mina che canta “...ma che bontà...”. Tra le novità del menù pratese c’è poi la carta dei dessert che punta tutto sul territorio. L’arte dolciaria di Prato conosciuta in tutto il mondo vive infatti in una selezione di alcune delle proposte tradizionali più celebrate: si va dalle “pesche di Prato” della pasticceria "Nuovo Mondo" alla torta “Setteveli” di "Mannori", ai cantucci di Prato del "Biscottificio Mattei", vera istituzione per gli amanti del genere cantuccio, che per il locale ha realizzato una versione dal formato maxi.