Che gusto sulla strada
E poi si può “viaggiare” rimanendo in città. Replicando il rituale della partenza in macchina, il pieno alla pompa di benzina e dopo, alla stazione di servizio, immaginando di aver già percorso parecchi chilometri e allora c’è voglia di spuntino, di colazione, di pranzo. Ma invece dell’autogrill – con l’assalto degli avventori, le file alle casse, il cibo sempre uguale, i sapori scontati – lo stop culinario diventa un’esperienza differente, un concept visivo e gourmet. Ecco allora “Alt - La stazione del Gusto”, un’idea nata dalla collaborazione tra l’Accademia Niko Romito, chef pluristellato, ed Enilive, tra le principali realtà in Italia della ristorazione in mobilità che persegue una precisa filosofia: la sosta nelle stazioni di ricarica/servizio dev’essere un momento piacevole. E infatti la serie di ristoranti-bar di Romito-Enilive sono attigui alle pompe di rifornimento del carburante. E la loro “mission” è unire cibo buono, adatto a tutti, e ristorazione su strada.
Gli “Alt” allora sono il contrario dei non-luoghi. Per due motivi. I piatti in menù godono di materie prime selezionate di grande qualità, con la provenienza specificata nella carta. E coniugano tradizione e innovazione nelle tecniche di cottura. Prendete il pollo fritto: tenero dentro e croccante fuori, perché prima è cotto in forno a vapore, poi marinato e infine calato nell’olio bollente (a proposito, in tutta la catena la cucina è a vista). Viene servito con maionese e chips particolari, scrocchiarelle è dir poco. E fa a gara, nelle preferenze dei clienti, con la bomba, sempre lievitata a dovere, versione dolce e versione salata, e quest’ultima è una “piramide” di hamburger, cetriolo marinato, crema di pomodoro speziato, iceberg e cipolla rossa in agrodolce. O di altri ingredienti, a seconda della versione scelta. Ancora, e qui l’input è d’antan, le zuppe di legumi, la polenta, le polpette al sugo, le torte capresi al cioccolato. E il pane, da nobile famiglia: lievito madre, farine biologiche.
Colazione, merenda, aperitivo (con focaccia, stuzzichini e patatine fritte all’istante). I locali “Alt” sono in genere aperti dalle 8 di mattina alle 24. Appunto per soddisfare i languorini dei “viaggiatori” che non si muovono dalla propria città, ma vogliono immaginare di farlo. E qui entra in gioco l’estetica, ovvero l’altro motivo che fa delle “stazioni del gusto” posti ben caratterizzati. Insegne, arredamento, suppellettili richiamano un po’ i ristobar statunitensi on the road, un po’ la moderna essenzialità resa però calorosa dalla predominanza del rosso: rosse le insegne al neon, il bancone della cassa, le “frecce” stilizzate sul pavimento e quelle a incorniciare le vetrine. Che contornano i tavoli dei clienti, permettendo loro di guardare la strada con il ritmo delle vetture, i semafori, i pedoni sulle strisce, il pulsare insomma della mobilità. Dal soffitto pendono lampade a globi bianchi, come le ceramiche smussate anni Quaranta che tappezzano le pareti attorno alla cucina. L’altro colore ricorrente è il verde bottiglia: nei divanetti di pelle per sedersi al tavolo, nelle sedie snelle di metallo, nel profilo in ferro delle vetrate. I bambini trovano un menù dedicato, schermi da toccare e s’aprono videogiochi, piccoli giardini con lo scivolo e il cavalluccio, formine per il pongo. È una ristorazione facile, allegra, popolare.
I ristoranti “Alt” sono a Castel di Sangro (dove Niko Romito è nato e dove ha lanciato nel 2018 questo progetto), a Montesilvano, a Roma (corso Francia, via Aurelia, viale America, circonvallazione Trionfale), a Ostia. E uno ciascuno a Verona, Vicenza, Firenze, Sesto San Giovanni.
Buon viaggio nel Gusto.
2 aprile 2025