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17 marzo 2025
di Ada Capitani

Dalla Magna Grecia, rinasce la gioielleria artigianale

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I suoi gioielli sono ispirati alla Magna Grecia e dai primi anni Sessanta piacciono ai tanti conterranei che in giro per l'Italia non hanno mai rinunciato a farne dono per sigillare un momento speciale. Dalla sua terra arrivano le figure di maschere apotropaiche, talismano di fortuna e benessere, che si amalgamano con i colori caldi e suadenti di un tramonto sul mare Mediterraneo.

Dietro ogni pezzo si respira la magia del mito e le leggende si imprimono nell’oro e nell’argento impreziositi da perle e pietre lavorati a mano, nel solco dell’antica tradizione del made in Italy. Da Crotone dove ancora oggi ha la sua sede il maestro Gerardo Sacco ha aperto negozi in tutta Italia, ben 8 e l'ultimo ora a Firenze, una città a cui è molto legato. Qui si è fatto conoscere, giovanissimo, partecipando alla mostra dell'artigianato e qui ha conosciuto il maestro Franco Zeffirelli con cui strinse una collaborazione professionale negli anni d'oro.

 

 

Per le sue produzioni cinematografiche e teatrali. Zeffirelli si innamorò della sua arte e volle le sue creazioni per le sue opere, l’Amleto, Il Giovane Toscanini e l’Otello. E poi negli anni successivi, in occasione di un concorso indetto dalla Galleria degli Uffizi, fu presentata un’opera ispirata all’Annunciazione di Simone Martini e Lippo Memmi, dalla quale l’orafo calabrese traendo ispirazione realizzò un'opera dalla pregiata lavorazione con la quale vinse il podio.

Da quel momento la carriera artistica di Sacco acquistò la fama di “orafo delle Dive” avendo creato gioielli per attrici e donne dello spettacolo famose in tutto il mondo come Liz Taylor e Brooke Shields e avendo realizzato gioielli di scena per personaggi dal calibro di Glenn Close, Monica Bellucci, Sophie Marceau, Virna Lisi, Maria Grazia Cucinotta ed Elena Sofia Ricci. Dal 2001 ad aiutarlo nell'impresa c'è Viviana la figlia.

 

 

E' stata lei a creare il marchio Gerardo Sacco e a proporre collezioni che puntano sulla qualità storico culturale del gioiello, nonché su tecniche innovative. Ed è sempre lei a trasferire il genio creativo dell’orafo su linee di gioielli realizzati anche in argento, mantenendo inalterato quell’approccio artigianale che lo ha da sempre contraddistinto.

L'attenzione verso nuovi metodi di creazione ha così portato al deposito di circa 20 brevetti registrati facendo trasformare il laboratorio-bottega in brand. Nel 2023, al traguardo dei 60 anni di attività, Gerardo Sacco è stato insignito con il Leone d’Oro alla Carriera che lo consacra tra i più importanti orafi italiani. E i progetti per il futuro continuano a crescere con attenzione alla sostenibilità che si concretizza nella scelta di realizzare alcuni pezzi con argento riciclato, e di appoggiare la tutela della tartaruga Caretta Caretta che va a nidificare proprio sulle coste calabresi. 


 

 

 

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